martedì 24 agosto 2021

Umbria: il racconto di una giornata tra borghi e cantine, immersi nella natura.


Foligno - Tenuta Carapace - Montefalco - L'Alchimista - Rasiglia.


Rasiglia.


L'Umbria, pur essendo piccola, è uno scrigno che contiene preziose perle.

Già conosciuta in tutto il mondo per i suoi luoghi simbolo come Assisi, Perugia, Gubbio, Todi, Spoleto, non finisce mai di sorprendere il viaggiatore che decide di andare a trascorrervi qualche giorno di vacanza.

Ne avevo già parlato in un precedente articolo: 

https://www.lagrandebellezzaitaliana.com/2019/07/umbria-terra-di-borghi.html

Più volte sollecitato dalla cara amica Paola, che vive a Foligno, ho finalmente deciso di andarla a trovare, coinvolgendo familiari e amici.

Per noi che viviamo a Roma, l'Umbria è facilmente raggiungibile sia che si vada in auto, sia che si decida di utilizzare il treno. 

E' servita da treni regionali veloci e da intercity che effettuano fermate a Terni, Narni, Spoleto, Foligno, Assisi, Perugia.

Sono partito dalla Stazione Termini alle ore 08.15 e dopo due ore (treno regionale) sono arrivato a Foligno.

Una città in stile medievale, con i suoi ritmi rilassati, un bel centro storico.

Immancabile la tappa all'Antico Caffè della Piazza, un posto che ha segnato la storia di Foligno.

La prima parte della giornata è stata dedicata alla visita in una delle tante tenute vinicole che si possono visitare, andando in Umbria.

La nostra amica aveva scelto per noi la Tenuta Lunelli Cantina il Carapace, circa trenta minuti di auto da Foligno.

http://www.tenutelunelli.it/it/tenute_umbria_carapace.php

IL CARAPACEDI ARNALDO POMODORO

Il Carapace è nato dal sogno della famiglia Lunelli di vedere realizzata una cantina che fosse uno scrigno per il vino. Dall'amicizia di vecchia data con Arnaldo Pomodoro e dalla precedente collaborazione - che aveva portato il Maestro a creare “Centenarium”, la scultura che celebra il secolo di storia delle Cantine Ferrari – scaturì l’idea di proporre proprio a lui, le cui sculture spiccano in luoghi simbolo di tutto il mondo, di realizzare la cantina. Pomodoro accolse con entusiasmo la sfida di creare un’opera che mettesse in discussione i confini fra scultura e architettura, che dialogasse al tempo stesso con l’esterno, ossia con il paesaggio in cui si sarebbe inserita, e con l’interno, con quel vino alla cui produzione doveva essere strettamente funzionale.


Descrizione e foto dal sito web della tenuta



La strada che sale verso la tenuta fa pregustare la bellezza che si ammira all'arrivo, quando si presenta davanti agli occhi la struttura che richiama per l'appunto un guscio di tartaruga, da cui il nome della tenuta. Un'opera che ha richiesto sei anni di lavoro, inaugurata nel 2012.

Dalla terrazza che fa da ingresso alla struttura, si gode di un panorama fantastico sulle colline umbre e sui vari borghi che fanno parte del territorio.

Abbiamo visitato il vigneto, la cantina, accompagnati da un responsabile della tenuta che ci ha spiegato i processi di produzione e invecchiamento.  
A concludere l'esperienza  abbiamo avuto una degustazione che ci ha permesso di poter apprezzare l'eccellenza  del vino che si produce nella tenuta.




Visita da non perdere.

Lasciata la tenuta, ci siamo diretti nella vicina Montefalco (15 minuti).

Punto di riferimento della regione vinicola in cui si producono il Sagrantino di Montefalco e il Montefalco rosso, fa parte del club dei Borghi più belli d'Italia. 

Posizionato a circa 500 metri di altezza, nonostante la giornata calda, ci ha ritemprato dalla calura eccessiva.

Per il pranzo la nostra amica ci aveva riservato una succulenta sorpresa.

Aveva prenotato al Ristorante "L'Alchimista", posizionato nella piazza principale di Montefalco, pertanto in una posizione estremamente suggestiva.


Scelta non poteva essere migliore e non solo perché questo ristorante abbia vinto una delle puntate della trasmissione "Quattro Ristoranti" condotta da Alessandro Borghese.
Eravamo tutti curiosi di assaggiare uno dei piatti che contraddistingue il ristorante: il piccione.
Ottima cucina, servizio eccellente, ampia scelta di vini, in compagnia di amici e familiari, cosa volere di più?




Dopo il pranzo, una passeggiata nel centro storico del borgo e poi ci siamo diretti verso Rasiglia (circa 30km)

La nostra amica ci aveva decantato questo luogo, anche detto la "piccola Venezia". Ero veramente curioso di capire perché questo luogo sia diventato meta di pellegrinaggio di tanti viaggiatori.

Il piccolo borgo si trova a 600 metri di altitudine e sembra come se fosse un luogo perso nel tempo.


La sua fama è dovuta all'acqua.
Dalla fragorosa sorgente di Capovena sembra scaturire tutto l’abitato che si dispiega, secondo la disposizione naturale, ad anfiteatro e sorge come borgo necessario alla rocca che, ancora forte del suo antico ruolo, sovrasta con l’alta mole le molte case, strette tra loro.
Ancora oggi sono visibili e visitabili alcune case e il molino di proprietà della famiglia Trinci che sfruttando la presenza dell'acqua, avevano dato vita a quelle attività che per secoli hanno garantito la vita di tutta la comunità.
A Rasiglia, dovunque, ogni percorso è scandito dall'acqua.



Un borgo così piccolo che oggi fa fatica a contenere la folla, soprattutto nelle giornate di massima affluenza.
Anche noi siamo stati lì in un pomeriggio di domenica e non abbiamo certo potuto apprezzare tutta la poesia e la magia del luogo.
Se possibile cercate di andarci durante la settimana o in periodi di minore afflusso per godervi la bucolica atmosfera del luogo.

Quello che vi ho raccontato è solo una delle possibili esperienze che si possono realizzare in Umbria.

Per poterla apprezzare al meglio, visitando borghi conosciuti e meno conosciuti, facendosi catturare dalla bellezza dei luoghi, della natura, sorseggiando un aperitivo in terrazza ammirando le colline, gustando l'ottima cucina accompagnata da preziosi vini, dovete prevedere qualche giorno in più.

Essere accompagnati da una persona che come Paola (travel designer Umbria), conosce i posti è sicuramente un valore aggiunto perché vi aiuta a scoprire delle "chicche".

Se l'Umbria è nei vostri progetti, se desiderate trascorrervi qualche giorno, potete contattarmi, inviando una mail a santo@santodavid.it per richiedere consulenza su organizzazione del viaggio.

In base ai vostri desideri, al tempo che potete investire nel viaggio, vi formulerò delle proposte con delle esperienze da non perdere. 

Qualora decideste di prenotare, la pratica sarà gestita contrattualmente e per la parte assicurativa, da Tour Operator/Adv autorizzata a norma di legge, di cui ho la Direzione Tecnica.

L'Umbria vi aspetta.



sabato 13 febbraio 2021

Dalla Suburra al Ghetto, attraversando l'antica Roma


 

Roma, mese di febbraio 2021.

Da un anno, un velo di solitudine avvolge il centro storico di Roma.

Un contenitore di enorme bellezza e fascino, che è come se fosse rimasto sospeso in attesa del ritorno delle oceaniche folle che ogni giorno ne percorrevano le strade, le piazze.

Uno scrigno, un tesoro d'inestimabile valore che mai si era così  offerto all'occhio di chi in questa città ci vive ogni giorno.

Le vie, le piazze, le chiese, i monumenti sono sempre gli stessi e molti di questi sono nello stesso luogo da migliaia di anni.

Eppure noi romani attraversavamo questi luoghi sempre di fretta, con l'occhio al telefonino per vedere l'ultimo messaggio; imprecando contro i gruppi di turisti che invadevano le nostre strade perché ci rendevano ancora più complicata la vita quotidiana; il rumore delle auto, dei bus, il vociare delle tante persone ci portava a voler fuggire dal caos.

Da un anno Roma come tante altre "prime donne del turismo mondiale" si è svuotata.

In questo vuoto di persone, si esalta la bellezza, il fascino, l'armonia di tutti quei luoghi che le hanno rese famose.

Noi romani stiamo avendo un rapporto diverso con la nostra città.

E' come se stessimo vivendo un rapporto di amore privilegiato, è come se ci fosse stato concesso, nelle nostre vite, un periodo di tempo per farci perdonare dalla nostra stessa città che sta offrendo tutta la sua bellezza, solo ed esclusivamente a noi.

E noi ci stiamo rendendo conto in questo silenzio, in questa solitudine, del grande pregio di essere nati, di vivere in questa meravigliosa, unica, insostituibile città.

Ci ritroviamo a passeggiare nel silenzio, ad alzare gli sguardi e scoprire cose che seppur i nostri occhi vedevano, le nostre anime non ricevevano, perché distratti.

Entriamo in chiese dove prima passavamo e non avevamo tempo, ritrovandoci da soli davanti al tripudio che il genio artistico ha profuso nel passato, trasformando quei luoghi di culto in collezioni di pittura, di scultura, di arte lignea e orafa.

Panche vuote, dove sedersi al cospetto di una delle tante statue di Santi, di Sante, di Madonne con il Bambino, lasciandoci avvolgere dal misticismo, ritrovandoci in silenzio a pregare, cosa che prima non avevamo tempo di fare.

In una di queste mattine, in cui mi sono ritrovato nella mia Roma solitaria, ho compiuto uno dei tanti percorsi che si possono disegnare nella tavolozza di bellezze evidenti e anche segrete che la nostra città ci offre.

L'itinerario parte dal cuore di uno dei quartieri più intimi di Roma: il quartiere Monti.

Sono innamorato di questo quartiere e sono sicuro che non sono l'unico, perché è impossibile non innamorarsi del quartiere Monti.

Un dedalo di vicoli, di piazzette, di angoli che formano un luogo che sembra quasi essere una piccola boutique dove ci si rilassa, bevendo un aperitivo, gustando una buona pizza, deliziandosi con un piatto della cucina tradizionale romana o per chi ama l'etnico ci sono alcuni ristoranti indiani.

Uno dei luoghi dove ancora resistono alcune botteghe dei vecchi mestieri; altre sono state rinnovate, però all'esterno hanno ancora la vecchia insegna. 

Trovi la tipografia, il fabbro, il vecchio forno, il negozio che ripara le biciclette, l'incisore, il rilegatore. Resiste anche un mercato rionale coperto.

Partiamo da Piazza della Suburra, dove ci si può arrivare anche con la metropolitana linea B . Fermata Cavour.

Suburra perché questo era il luogo in cui nell'antica Roma viveva il popolo romano che alloggiava in quelle che si chiamavano insulae, edifici a più piani. a ridosso del Foro Romano.

Rivolgendo le spalle all'ingresso della metropolitana, se si va a destra si entra in via Urbana che è una delle vie principali del quartiere Monti.

Noi procediamo sulla strada che abbiamo davanti. Dopo aver percorso una cinquantina di metri, sulla destra ci sta un piccolo slargo, dove ha sede uno degli alberghi storici di Roma "Il Duca d'Alba".

Volgendo lo sguardo a sinistra s'intravede la Salita dei Borgia che fa da ingresso al piazzale dove ci sta la chiesa di San Pietro in Vincoli con il Mosè di Michelangelo.

Proseguiamo per poi voltare a destra e subito a sinistra (all'angolo un ristorante molto caratteristico).

Davanti a noi si apre la piccola ma bellissima Piazza della Madonna ai Monti (con l'omonima chiesa): al centro la Fontana dello scultore Giacomo Della Porta che è stato il creatore di diverse fontane romane.

Ci si ferma un attimo per gustare l'atmosfera della piazzetta, si attraversa via dei Serpenti (a sinistra s'intravede una parte del Colosseo) e si prosegue in via Baccina.

Una via molto bella, silenziosa, che ci conduce al cospetto di una serie di colonne che fanno parte del Foro Romano.

Voltando a destra, arriviamo davanti ad uno dei palazzi più famosi di Roma: il Palazzo  del Grillo. 

Ci sta da precisare che il film con Alberto Sordi non fu girato qui ma in altro luogo.

Di fronte al Palazzo ci sta la sede dei Cavalieri di Malta e qui si apre uno dei segreti di Roma.

Infatti costeggiando il palazzo, superando un tornello ci si ritrova in una delle terrazze più belle di Roma: si arriva sopra il Foro di Traiano con davanti la panoramica dei Fori Imperiali, del Campidoglio, di Piazza Venezia, della Colonna Traiana. 

Una scenografia meravigliosa, ancor più emozionante al tramonto quando il calar del sole dona un'atmosfera magica, specialmente se accompagnata dal ponentino, tipico venticello romano.

Il percorso pedonale ci porta direttamente su via dei Fori Imperiali, la scenografica via che collega Piazza Venezia al Colosseo.



Una via costruita dal Duce per le sue manie di grandezza, coprendo i Fori che sono rimasti sepolti per tanti anni, finché una gran parte di quello che era nascosto è stato riportato alla luce.

Attraversiamo la via e ci ritroviamo sul lato opposto con una terrazza panoramica che fa arrivare lo sguardo fin sulle vette del Palatino.

Sulla sinistra si vede il Colosseo, sulla destra il Campidoglio, e s'intravede una parte del Monumento ai Caduti, che sta in Piazza Venezia.

Non ci si stancherebbe mai di ammirare la storia antica, e quello che ne è rimasto a testimoniare la grandezza dell'Impero Romano.

Andando verso sinistra da non perdere la Basilica di Massenzio e la Basilica dei Santi Cosma e Damiano (all'interno si può visitare un prezioso presepe napoletano e la cripta sotterranea).

Uscendo dalla Basilica riprendiamo il percorso verso Piazza Venezia.

Dopo aver camminato per circa cento metri, volgiamo a sinistra, passando davanti al Museo Centrale del Risorgimento e scendendo verso il Foro, camminando su una reale antica strada romana. 

Di lato ci sono delle botteghe dove ci si incontrava e si facevano trattative sulla compravendita dell'argento.

La via conduce al Carcere Mamertino, sotto la Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami.

Il Mamertino fu la più antica prigione romana e tanti personaggi famosi dell'epoca vi furono imprigionati. La tradizione racconta che anche i Santi Pietro e Paolo furono qui rinchiusi.

Davanti ai vostri occhi tutta la magnificenza del Foro Romano con i maestosi archi che celebravano il trionfo degli imperatori, i resti delle colonne su cui erano costruiti i grandi templi romani, la Via Sacra.

Ci attende una salita, ma la fatica sarà ricompensata all'arrivo, perché ci si ritrova in una delle piazze più belle del mondo: la piazza del Campidoglio. Al centro la copia della Statua di Marco Aurelio, il cui originale è all'interno dei Musei Capitolini (altro luogo da non perdere).

Arrivati sul piazzale si deve girare a sinistra, dove un breve percorso in discesa ci porta su di una terrazza unica al mondo. 

La panoramica sui Fori, sul Colosseo, sul Palatino, sulla Suburra non ha eguali in ogni parte del globo.



Tornati sul piazzale, avete due soluzioni:

la scalinata a destra vi conduce all'interno della Basilica di Santa Maria dell'Ara Coeli, che vi consiglio di vedere se non l'avete mai vista e poi discendere attraverso l'ampia scalinata 

evitare di visitare la Basilica e scendere direttamente dalla scalinata del Campidoglio.

Una volta discesi, potreste andare per Via del Teatro di Marcello, direzione Isola Tiberina, oppure andare su Piazza Venezia e da li proseguire per altri itinerari nel centro storico di Roma.

La passeggiata che vi voglio suggerire è quella di entrare direttamente nel rione Campitelli, attraverso Via di Tor Margana (dal nome dei Margani, famiglia nobile romana) e vi ritroverete in una piazzetta fantastica: Piazza Margana.

Proseguite su via dei Delfini, via dei Funari, in un dedalo di vicoli che vi trasportano in un'atmosfera quasi rarefatta, finché attraverso Via di S. Angelo in Pescheria, arriverete al Portico d'Ottavia nel cuore del Ghetto di Roma.

Questa è un'altra di quelle zone meravigliose dove si respira quasi un'aria familiare.

L'antichità si mescola al passato recente e drammatico.

Ne è testimonianza il Museo della Shoah dove vi consiglio di entrare "per non dimenticare" quello che la follia umana fu capace di perpetrare contro il popolo ebreo.

Una targa ricorda la drammatica data del 16 ottobre 1943, quando alle 5.30 del mattino ebbe inizio il dramma, con la deportazione di migliaia di ebrei che vennero prelevati, con tutto quello che poi ne conseguì.

Oggi il Ghetto è anche uno dei luoghi dove si può pranzare, cenare, fare un aperitivo.

Tanti ristoranti piccoli e grandi dove poter gustare piatti della tradizione ebraica e della cucina romana.

Fate come ho fatto io: fermatevi e gustatevi l'atmosfera del luogo, specialmente in una giornata tiepida e assolata.

Da qui si potrebbe proseguire alla scoperta del Ghetto per poi oltrepassare Via Arenula e dirigersi verso Campo dei Fiori.

La passeggiata che vi ho raccontato è terminata al Ghetto, impegnando quasi 5/6 ore di tempo (non sono entrato nei Musei Capitolini dove sono già stato altre volte, né all'interno del Foro anche questo già visitato, altrimenti il tempo doveva essere più lungo).

Come già detto all'inizio del racconto, questa è una delle tante passeggiate che si possono realizzare a Roma.

La città è un mosaico di esperienze, è come se offrisse ingredienti preziosi per comporre dei cocktails.

Ognuno può decidere quali ingredienti miscelare e ogni cocktail sarà un cocktail perfetto.

Oltre ad amarla io, la mia città la voglio far conoscere e farla amare a chiunque, anche se non è difficile, perché non puoi non amare Roma.

Per chiunque volesse organizzare un soggiorno a Roma, completo di esperienze che possano far vivere la bellezza, il fascino di questa città, potete anche contattarmi, inviando una mail a santo@santodavid.it.

Tramite il tour operator di cui sono responsabile operativo possiamo accontentare le vostre richieste.

Vi aspettiamo a Roma.











sabato 27 giugno 2020

Estate italiana. Vacanze in casa nostra.






Estate italiana: vacanze in casa nostra. 

Siamo stati per un lungo periodo di tempo costretti a rimanere dentro le nostre case. 

Le notizie, gli aggiornamenti, i collegamenti in diretta, avevano sempre il medesimo oggetto. 

Per giorni e giorni abbiamo ascoltato una moltitudine di esperti che ci davano indicazioni su come fronteggiare il nemico, a volte creando in noi ancor più angoscia. 

Da fine maggio, inizi di giugno, qualcosa è cambiato in meglio. 

E’ diminuito il numero dei contagi, meno vittime, calo delle terapie intensive. 

Un segnale di speranza che unito al senso di responsabilità di ognuno di noi, riporta un senso di fiducia. 

Purtroppo oltre alla situazione sanitaria ci sta da gestire una grave crisi economica e sociale. 

Parlare di vacanze in un contesto simile non è facile, anche se in questi giorni di fine giugno, inizi di luglio, le stesse notizie che arrivano dai media vedono un ritorno dell’argomento viaggi e vacanze. 

La tendenza di questa estate è l’orientamento  verso la “vacanza italiana”. 


 
La scelta di prediligere, da parte dei viaggiatori, la “vacanza italiana” è motivata a mio avviso da una concomitanza di fattori: 

  • paura di allontanarsi troppo dal proprio abituale domicilio 
  • difficoltà nel viaggiare 
  • disorientamento su protocolli applicati in ogni stato 
  • restrizioni e limitazioni
  • minore capacità di spesa 
  • ricerca di spazi in cui non ci sia promiscuità 
  • maggiore attenzione alla vacanza eco sostenibile. 



Quello che mi sta sorprendendo è il constatare che già a partire dai nostri politici, in particolare quelli più legati al turismo, sembra che avevamo bisogno di una pandemia per comprendere l’importanza del turismo domestico in una Nazione che potrebbe vivere solo di turismo, per la completezza di esperienze di ogni genere che può offrire. 

Mai come in questo periodo si è parlato di valorizzazione del territorio, di riscoperta dei piccoli centri e dei borghi, di vacanze a contatto con la natura. 

Tutte cose che non escono da un contenitore dove erano state nascoste.

Sono tutte ricchezze di cui l’Italia può farne un vanto in tutto il mondo, però non si devono aspettare le tragedie per accorgersene o per dimenticarsene quando il peggio sarà passato. 

Personalmente ho visitato tanti posti nel mondo e sono grato alla vita per avermi concesso questa preziosa opportunità. 

Probabilmente proprio per aver avuto questa possibilità, negli ultimi anni, ancor prima che dovesse arrivare un flagello, ho iniziato la mia personale scoperta o riscoperta della nostra bella Italia. 

Sono tornato su luoghi che avevo visitato nel passato e tornarci ha sempre quel carico di emozione che ti dona il tornare su un luogo che già ti aveva dato forti emozioni. 

Sono andato a scoprire luoghi nuovi che non conoscevo e ne sono rimasto affascinato. 

Ho colmato anche delle lacune, andando a rendere omaggio a posti che tutto il mondo desidera conoscere. 



Vivendo a Roma, ho dedicato e continuo a dedicare tanto tempo alla mia meravigliosa città. 

Una città che come tante altre era rimasta sola nel periodo del Covid. 

Adesso che ne siamo usciti, mantiene ancora una fisionomia a cui non siamo abituati. 
Noi romani vorremmo che fosse sempre così, ma sappiamo bene che dietro questa atmosfera così sorniona e pacata, ci sta il fermo delle attività, mancano turisti. 

Nel blog che ospita l’articolo che state leggendo, ci sono diversi racconti che parlano di alcuni dei viaggi che ho effettuato in Italia. 

Possono essere delle letture che vi possono fornire delle ispirazioni per una vacanza italiana.

Mi potete contattare inviando una email a santo@santodavid.it con un vostro contatto telefonico e sarà mia premura chiamarvi.

sabato 6 giugno 2020

Musei Vaticani e Cappella Sistina. Il trionfo della bellezza, dell'arte, dell'ingegno.



Vivo a Roma. 
La mia professione mi ha portato in tutti questi lunghi anni di attività a proporre, non so quante volte ormai, la "Visita ai Musei Vaticani e alla Cappella Sistina": viaggiatori provenienti da ogni luogo del mondo per visitare la nostra città.
Tante volte sono passato davanti all'ingresso dei Musei e ci stavano sempre file lunghissime.
Anche quando sono state organizzate delle visite in notturna per favorire gli ingressi, era impossibile andarci senza dover mettere in previsione delle lunghe attese.
Il problema è che il tempo passa e così mi sono reso conto che erano trascorsi più di trent'anni dall'ultima volta che ci andai.

Ricordo ancora quella mattina. 
Era di domenica, stavo andando al mare verso Fregene in compagnia di un amico.
Il tempo però non prometteva bene e cominciò a piovere mentre stavamo andando verso l'Aurelia.
Decidemmo di fare retromarcia, passammo davanti ai Musei e decidemmo di entrare.
Ricordo che man mano che passavano le ore, le sale si andavano riempiendo di tante persone e ad un certo punto si era creato quello che oggi tutti dobbiamo evitare: l'assembramento di persone.

Roma, come del resto tutte le altre città, province e regioni italiane, dal tre giugno, è uscita dall'isolamento dovuto all'emergenza Covid.
I Musei Vaticani hanno riaperto, dopo un periodo di chiusura, dal primo giugno, seppure con modalità diverse, dovute all'attuale situazione.
Quale migliore occasione se non andare adesso a visitare i Musei Vaticani, o qualsiasi altro sito che generalmente è sempre pieno di persone?
Il 5 giugno, insieme a dei familiari, ho deciso di dedicare un pomeriggio alla visita.
E' stata una scelta azzeccata.
Abbiamo comprato i biglietti on line scegliendo come fascia oraria quella delle 16.00.
Siamo arrivati e davanti all'ingresso non ci stava nessuno. 
Questo ci ha permesso di poter entrare velocemente, giusto il tempo di convertire il voucher elettronico nel biglietto da inserire nei tornelli, di effettuare le operazioni di controllo temperatura e al metal detector.
Prima d'iniziare il percorso che ci avrebbe condotto all'interno dei Musei, ci siamo fatti la foto di rito nel Belvedere con lo sfondo della Cupola di San Pietro.



Dopo la foto siamo entrati nel Museo.
La segnaletica è ben evidenziata. 
Si può seguire il percorso completo (più impegnativo, vi dà modo di avere una visione completa di tutto) oppure percorsi più brevi (per chi volesse evitare qualche esposizione).
Ogni percorso vi porterà sempre alla Cappella Sistina.

La prima esposizione è stata "La Pinacoteca" e già qui ci sarebbe da passarci un pomeriggio intero per la "ricchezza" delle opere esposte. Tele e affreschi di Raffaello, Caravaggio, Tiziano, Pinturicchio, tanto per citarne alcuni.
Non abbiamo potuto visitare il "Padiglione delle Carrozze", momentaneamente chiuso.
Si procede con il Museo Chiaramonti, un tripudio di statue, busti, marmi, risalenti all'epoca del massimo splendore della scultura ellenistica e romana.

gianni crestani da pixbay
In un susseguirsi di emozioni e di stupore, attraversando le varie sale, percorrendo scale e corridoi, la visita è proseguita con la Galleria delle Carte Geografiche, la Sala degli Arazzi, il Museo Egizio, per arrivare agli appartamenti papali e alle Stanze di Raffaello, che fanno da preludio alla tappa successiva: la Cappella Sistina.

Quando si entra in questo luogo, è come entrare in un luogo che senti che ti dà un'emozione fortissima.
Stare lì e vedere cosa ha potuto realizzare il genio artistico di un gruppo di artisti, del calibro del Perugino, Sandro Botticelli, il Ghirlandaio, Cosimo Rosselli, coadiuvati dai pittori delle loro rispettive scuole, anche essi geni dell'arte, fino a Michelangelo che dipinse la volta.
"Gli affreschi che qui contempliamo ci introducono nel mondo dei contenuti della Rivelazione. Le verità della nostra fede ci parlano qui da ogni parte. Da esse il genio umano ha tratto la sua ispirazione impegnandosi a rivestirle di forme di ineguagliabile bellezza". Con queste parole, pronunciate nell'Omelia durante la Santa Messa celebrata l'8 aprile del 1994 in occasione della fine del restauro del Giudizio Universale, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha voluto porre l'accento sulla sacralità del luogo in cui i dipinti, come le immagini di un libro, servono a rendere più comprensibili le verità espresse nelle Sacre Scritture. (dal sito ufficiale dei Musei Vaticani)

Stare in quel luogo sacro, senza tanta gente, ci ha fatto apprezzare e godere ancora di più del tripudio della bellezza della Cappella Sistina.

Siamo rimasti lì quasi mezz'ora e si provi difficoltà ad andare via da quel tripudio di beltà.

Pensavamo di aver terminato la visita dei musei, ed invece ci attendeva ancora un ulteriore percorso nel lungo corridoio dove sono esposti oggetti sacri, libri, carte e tutto quello che testimonia la potenza del papato nel mondo.

Eravamo entrati alle 16, siamo usciti alle 20.15.

Questo il tempo impiegato in una visita completa ma che non ci ha visto soffermarci a vedere ogni opera, leggendo descrizioni o ascoltando l'audio guida.
Sicuramente per poter veramente apprezzare pienamente il tutto, ci vorrebbero più visite e dedicarsi ad una particolare collezione.

Quello che è sicuro è che nella vita non può mancare una visita ai Musei Vaticani.
Adesso è il periodo migliore per andarci.

Quando sarà possibile e speriamo presto, potranno tornarci anche tutte le persone che arrivano dal mondo e i Musei Vaticani torneranno ad avere il loro normale aspetto di sempre e torneranno ad essere uno dei luoghi più visitati del mondo.

Sperando anche che gli alberghi di Roma torneranno al più presto a riaprire le porte e che gradualmente Roma torni ad essere la Roma che tutto il mondo vuole visitare, per chi volesse già pensare ad un viaggio da progettare nella mia città, vi invito a contattarmi 
Appronteremo insieme la migliore soluzione per farvi vivere una bella "vacanza romana"

Per tutte le informazioni relative ai Musei Vaticani vi rimando al sito http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it.html

venerdì 13 marzo 2020

Italia torneremo a percorrerti in lungo e in largo

Foto di Daniel Reche da Pixabay 
Italia mia che ti ho percorso in lungo e in largo e non mi sono mai stancato di te, adesso mi manchi tanto, ma so che in questo momento, in questa nostra Italia, ci sono tante persone che stanno soffrendo perché un nemico è entrato nei nostri confini, portando angoscia, paura, tristezza.

Ma tu Italia sei forte.

I miei genitori mi raccontavano cosa avesse significato per loro uscire dalla guerra in povertà e poi questa Italia è rinata ed è diventata un modello per tutto il mondo, tanto che veniva identificata con la "Dolce Vita"

Tu Italia ne hai viste tante: terrorismo rosso e nero, stragi di mafia, corruzione, eppure non ti sei mai arresa.

Italia, voglio tornare a percorrerti, appena questo incubo finirà, perché tu non stanchi mai di farci innamorare di te e come in tutti i grandi amori adesso ci manchi.

Ma in questo momento tu sai pure che ognuno di noi deve mettere in campo tutte le sue responsabilità per aiutare chi sta combattendo in prima linea per salvare vite umane e per poter dare alle persone la speranza di poter tornare a viverti e a goderti.

In questo mio blog ho raccontato solo una parte dei viaggi che ho fatto per andarti ad omaggiare in ogni luogo, sapendo che in ogni luogo trovi bellezza, cultura, arte, gioia di vivere.

Prego prima di tutto perché i medici e gli scienziati trovino la soluzione per arginare questo maledetto virus.

Voglio sperare che anche quella minoranza di persone che hanno dato il peggio di sé in questa occasione abbiano compreso che una leggerezza può essere letale per loro, per i loro cari, per ognuno di noi.

Quando tutto finirà perché finirà, voglio risalire su un treno e stare lì a guardare te che scorri davanti ai miei occhi.

Ce la faremo

Santo David


domenica 26 gennaio 2020

That's Amore Burlesque, Sala Fellini, la bellezza femminile.



Esattamente un secolo fa nasceva un uomo che con i suoi film ha conquistato il mondo: Federico Fellini.
Nei suoi capolavori si respiravano ironia e onirismo, fonte d'ispirazione per tanti registi.
Una delle caratteristiche più importanti della cinematografia del Grande Maestro erano le sue donne, quelle figure a volte immaginarie, a volte misteriose, abbondanti, bellissime, che ti facevano sognare.
Tanti personaggi, interpretati da straordinarie attrici italiane e internazionali.


Nel centenario della nascita del Maestro, si è tenuto a Roma, proprio nella Sala Fellini, all'interno degli Studios di Cinecittà, la seconda edizione del That's Amore Burlesque.

Nella serata di sabato 25 gennaio, la sala Fellini, si è riempita di spettatori che sono accorsi per assistere ad uno spettacolo di burlesque, organizzato da Sophie Sapphire.

Anche io ero lì come spettatore, incuriosito nel voler scoprire questa arte di cui  avevo già sentito parlare, e da quando ho avuto modo di conoscere di persona Sophie, la curiosità è aumentata.

Intanto parlando con lei, ho cominciato a togliermi dei preconcetti e delle false interpretazioni che potrebbero aleggiare in merito al burlesque, se lo si confonde con altre esibizioni che di artistico non hanno nulla.

Nel corso della serata abbiamo potuto assistere a diverse interpretazioni di burlesque, con esibizioni da parte di artiste, molte delle quali si sono esibite da sole, altre in gruppo.

Man mano che la serata andava avanti, era come se insieme ai veli delle artiste, cadessero anche quei veli che spesso ci portano ad avere dei limiti mentali, specialmente quando ci si avvicina per la prima volta ad una disciplina che non si conosce.

Su quel palco ho visto esibirsi tante donne, alcune bellissime e statuarie, altre abbondanti come lo erano molte delle donne del cinema di Fellini, altre che erano lì perché avevano vinto sfide decisive.

Quando al termine dell'esibizione  i veli, il costume, lasciavano spazio al corpo, non si avvertiva più la differenza tra un corpo statuario e un corpo meno attraente, perché tutte quelle donne davano la sensazione di sentirsi bene nei loro corpi, accettandosi così come sono e non avendo nessun timore e inibizione nel mettersi in gioco davanti ad una platea.

La serata oltre alle esibizioni delle artiste ha avuto anche dei momenti canori con la voce della conduttrice Amy Lee Scarlett  che ha contribuito ad aumentare l'emozione che già si provava all'interno della Sala Fellini.

Come in tutti i Festival che si rispettano non sono mancate le polemiche del "Dopo Festival" quando come spesso avviene le giurie dei critici spesso non sono allineate al sentore del pubblico ma anche questo ci sta in un Festival che si rispetti.

Alla fine della serata ho avuto  l'onore di salire anche io sul palco, non certo per esibirmi ma per consegnare il premio alla vincitrice, consistente nella partecipazione alla Crociera del 25 settembre in partenza da Genova con itinerario Marsiglia Barcellona.

Tramite il tour operator Italian Luxury Consulting, sono state opzionate alcune cabine a bordo di una prestigiosa compagnia di navigazione italiana per poter permettere a chi volesse partecipare di usufruire oltre dei servizi già previsti in crociera, di intrattenimenti burlesque, riservati solo al nostro gruppo.

Per chiunque volesse saperne di più del burlesque può andare sulla pagina di Facebook 

Per chi volesse saperne di più su Crociera 25 settembre da Genova può mandare una email a viaggi@ilcworld,it oppure un messaggio al numero 3443904889



giovedì 26 dicembre 2019

2019 - Un anno di viaggi in Italia


Anche il 2019 mi ha visto viaggiare in lungo e in largo per la penisola italiana, tornando su luoghi già visitati o andando a scoprire mete che non conoscevo.

Ripercorriamo insieme alcuni di questi viaggi.


Napoli


In occasione della BMT, Borsa Mediterranea del Turismo, ho avuto modo di tornare di nuovo in una città che comunque sia ti accoglie sempre con la sua vivacità, riservandoti ogni volta delle piacevoli sorprese.
Non era la prima volta che andavo a Napoli, però ci torno sempre volentieri e mi fa piacere perdermi per le sue strade e scoprire posti che ancora non avevo visto. Lo racconto nell'articolo che segue:

Umbria


L'Umbria, una regione facilmente raggiungibile da Roma, piena di borghi storici, cuore verde dell'Italia, ottima cucina, buon vino.
Tanti sono gli spunti per andare a trascorrervi qualche giorno di assoluto relax

Emilia Romagna


In Emilia Romagna, ci torno spesso, e tutte le volte trascorro delle belle giornate, godendomi la bellezza delle colline modenesi, gustando dell'ottima cucina, in atmosfere sempre molto goderecce.
Anche l'Emilia Romagna ha città e borghi bellissimi.

Palermo


Estate 2019: avevo da tempo un forte desiderio. Tornare a percorrere le strade di Palermo, città che in passato avevo visitato molte volte ma erano anni che non vi tornavo.
Alcune cose sono cambiate da quando ci venivo più spesso nel passato, pensavo che avesse perso la sua vera anima, finché ho ritrovato quella Palermo a cui ero molto legato

Polizzi Generosa


Polizzi Generosa: il luogo dei ricordi, le vacanze da bambino, il posto da cui partì mio padre e da quel viaggio nacque l'incontro con mia madre. Anche se adesso ci vado meno che nel passato, mi fa sempre piacere trascorrervi qualche giorno

Venezia, Treviso, Jesolo

Venezia, Treviso, Jesolo Lido: un tris di luoghi che ha caratterizzato alcuni giorni di vacanza che mi sono concesso per ritornare a visitare Venezia, una città in cui mancavo da tanto tempo, per scoprire l'eleganza e la raffinatezza di Treviso, per godermi qualche giorno di mare in una attrezzata e ridente località balneare: Jesolo Lido.


Parco Nazionale del Pollino



Parco Nazionale del Pollino.
Un invito a scoprire uno di quei luoghi apparentementi impervi e che poi si rivelano scrigni di bellezza naturalistica e ti fannio riappropriare della bellezza del tempo che scorre lentamente, assaporando in totale relax tutto quello che ti circonda. 

Gaeta


Gaeta: è stata una piacevolissima scoperta.
Un borgo storico, visitato fuori stagione e quindi in totale tranquillità, gustandomi questo piacevole "intermezzo". 

Roma.
E non può mancare la mia città che pur con le sue contraddizioni resta quella città bellissima.
Ad essa ho dedicato tantissimia articoli e quindi chiudo la carrelata del 2019 con uno di questi

Questi sono alcuni dei viaggi del 2019.
andando nel blog e ripercorrendo a ritroso gli anni, ci sono altri articoli che parlano della grande bellezza italiana.

Nel 2020 non so ancora quali potranno essere le mete, ma di una cosa sono sicuro.

Posso tornare in luoghi dove già sono stato, posso scoprire posti mai visti, di sicuro non ci si stanca delle meraviglie italiane.