mercoledì 8 novembre 2017

Serata trasteverina





Roma ci mette a dura prova tutti i giorni e quante volte ci siamo detti "voglio andarmene da questa città"....ma poi ci riesci ad andartene quando ti regala serate come quella che ho trascorso ieri sera?

Sono quelle serate in cui la stanchezza della giornata rischia di prendere il sopravvento, ma avevo deciso di andare a cena in un localino tipico con una cara amica e  quindi ho lasciato che la stanchezza aspettasse, prima che mi potesse mettere al tappeto.

E così mi sono ritrovato catapultato, dalle strade trafficate per il rientro a casa dei tanti pendolari che ogni giorno ripetono instancabilmente il loro calvario per andare e tornare, ad un'atmosfera quasi irreale.

Improvvisamente non si ode più alcun rumore, solo un'eco lontana di qualche automobile che sta ancora sfrecciando sul Lungotevere.

Un venticello di tramontana sferza sulla pelle del viso, non ancora  abituata alle temperature autunnali. Quel venticello, dà comunque un'atmosfera particolare a quelle piazzette, a quei vicoli, a quelle finestrelle da dove da un momento all'altro ti aspetti di vedere la vecchia popolana.

Le fiammelle di un ristorante antico si fanno docilmente accompagnare dal soffio del vento.

Cammino guardando in alto, sbirciando dentro le finestre, mi avvicino ai negozi per vedere cosa hanno di così bello da esporre e riscopro che ci sono ancora artigiani che con le loro mani creano opere d'arte.

E poi all'improvviso un colpo al cuore: davanti agli occhi una Chiesa straordinaria: il complesso di Santa Cecilia, una chiesa duecentesca, con un ampio cortile d'ingresso.

E mi chiedo ma possibile che ancora non l'avevo mai vista? Ma quante volte sono passato qui vicino e non mi ero reso conto che ci fosse questo gioiello?

All'interno una suora accompagna, suonando l'organo, i canti di un gruppo di fedeli raccolti in preghiera. Poche persone in chiesa, un'atmosfera mistica, l'anima che sente dentro un'emozione fortissima.

Ritornato all'esterno, con ancora dentro le note di quell'organo, ho ripreso a passeggiare con lo stupore del bambino che scopre cose nuove, in una città in cui quel bambino è ormai cresciuto, eppure non finisce di emozionarsi, di essere innamorato della sua città e di ringraziare la vita per avergli dato questa grande fortuna.

(Santo)